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Colloqui di Martina Franca 2018: alla ricerca del Senso

colloqui di martina franca 2018

 

Si sono chiusi da pochi giorni i Colloqui di Martina Franca e ancora persiste in città l’eco delle parole risuonate all’interno del Palazzo Ducale. Lavoro, futuro, industria 4.0, cooperazione, digitalizzazione, crisi, limiti e nuove opportunità. 10 speakers per 150 partecipanti e due giorni di lavori, durante i quali si è cercato di dare risposta ai dubbi e ai timori che si celano dietro ogni imprenditore che, ogni giorno, si impegna nel creare e mantenere sviluppo, occupazione, reddito e futuro per la propria comunità, garantendo la tutela del territorio.

Nicola Intini e Corrado La Forgia, Emma Shu e Raffaele Ventura, Giulia Paciello e Antonio Messeni Petruzzelli, Marco Morganti e Maurizio Pimpinella, Daniel Dham e Roberto Massa. Tanti sguardi, tutti diversi, ognuno con il proprio carico di esperienze, vissuti e professionalità, per affrontare il tema di questa quinta edizione: “Industria senza Industria”, ovvero come l’innovazione digitale sta cambiando il concetto stesso di fare impresa.

E proprio Roberto Massa, unico relatore di Martina Franca nelle 5 edizioni dei Colloqui, ci racconta il senso di queste tre parole “Industria senza industria”.

«Tutti gli interventi sono ruotati attorno a un unico aspetto: l’impatto sociale ed economico che la digitalizzazione porta con sé in ogni ambito e aspetto della vita e del lavoro.

Ci siamo chiesti se l’innovazione tecnologica dovesse essere lasciata libera di seguire il suo corso – consapevoli che questa libertà porterà innanzitutto a uno stravolgimento nel mondo del lavoro, con la scomparsa di vecchie professioni e la nascita di nuove figure ad oggi nemmeno immaginabili – e quanto, invece, debba essere in qualche modo guidata anche attraverso un intervento normativo degli Stati Centrali.

A mio parere, il problema che si dovrà assolutamente affrontare nel futuro immediato è la redistribuzione della ricchezza: siamo di fronte a uno strapotere nelle mani di poche multinazionali che gestiscono i big data senza alcun controllo e di fatto si sostituiscono alle banche, con milioni di transazioni che vengono effettuate sulle piattaforme. Un vero e proprio regime oligopolistico, in cui non esiste alcuna “sensibilità” al tema dell’etica di impresa.

 

Roberto-Massa Colloqui di Martina Franca 2018

Credits Michele Carmineo

Le sfide che dovremo affrontare nei prossimi anni sono legate, soprattutto, alla necessità di creare un’informazione più capillare possibile sulle possibilità e sui rischi connessi alle tecnologie e al web. Inoltre, è necessario riempire un “vuoto” normativo che oramai non è più accettabile. Dovremo arrivare preparati per sopravvivere in una società meno labour intensive e più capital intensive e prevenire i rischi sociali di uno stato in cui il welfare avrà sicuramente nuove forme

Sfide che il gruppo Massa conosce bene e con cui ha imparato a misurarsi già dieci anni fa, quando la tecnologia è diventata strumento per anticipare i tempi senza perdere il valore dell’attività di famiglia. Un connubio, quello tra online e offline, che ha trovato nella mostra “Retrocomputing” una fioritura nella quale esplodere: dal 30 maggio, infatti, le vetrine delle storiche boutique del Gruppo Massa ospitano 23 pezzi storici di computer diffusi negli anni ’80. Veri e propri reperti industriali, collezionati negli anni da Roberto Di Leo di Eminds di Bisceglie, che raccontano una lunga marcia evolutiva di computer, periferiche e sistemi operativi.

Quasi a ricordarci che il futuro è già qui. E non aspetta. 

I computer sono esposti nelle vetrine dei negozi Massa di Martina Franca, dal 30 maggio fino a metà giugno, presso questi indirizzi:

  • Apple c/o Massa Uomo – Corso Messapia, 57
  • Commodore c/o Massa Donna – Via Berardo Leone, 1/22
  • Atari c/o Massa 29 Uomo – Via Cesare Battisti, 12
  • Acorn c/o Massa 29 Donna – Corso Messapia, 44
  • Sinclair c/o Massa Piccolo – Via Berardo Leone 1/26

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