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Dalla Valle d’Itria a PT-Pantaloni Torino: intervista a Domenico Gianfrate

Il successo a volte non capita, ma si conquista con la determinazione e il duro lavoro. A lezione di classe – e di vita – da Domenico Gianfrate

 

Il luogo in cui va in scena questa intervista racconta molto del carattere del suo protagonista.

Attorno a noi una bellezza antica, secolare e primitiva.

Il bianco niveo delle mura. Una chiesetta dalla facciata rosso pompeiano, un’antica tufara divenuta orto giardino, un pergolato che conserva ancora intatti gli ingegnosi metodi dell’antica irrigazione a caduta. E poi distese a perdita d’occhio di ulivi, mandorli e carrubi, ultimi avamposti prima che il mare prenda il sopravvento. Siamo a Torre Coccaro, un’antica masseria risalente al XVI secolo ora trasformata in un resort a 5 stelle.  Badate bene, non una struttura dalla rusticità posticcia e artificiale, ma un luogo in cui è ancora possibile respirare l’autenticità della vita agreste pugliese.

E non è un caso che Domenico Gianfrate abbia scelto proprio questo luogo per la sua intervista.

Ci accorgiamo, infatti, già dal primo scambio di battute, mentre montiamo videocamere e microfoni sotto il caldo di questo sole ottobrino, che in lui nulla appare costruito nonostante l’evidente eleganza. Nei suoi modi, gentili e cordiali, c’è tutto “il sentire” della gente del Sud.

 

Intervista a Domenico Gianfrate - Lifestyle Massaboutique 2Di Domenico Gianfrate sapevamo già tutto sul piano lavorativo. Pugliese doc, intraprende da giovanissimo la carriera di modello e calciatore per poi aprire un proprio showroom in paese. In 20 anni gli affari si evolvono così tanto da rilevare e ristrutturare l’ex Macello di Locorotondo per farne il suo quartier generale, inaugurare uno showroom a Napoli e due temporary showroom in Sicilia. Oggi, Domenico Gianfrate è il punto di riferimento al Meridione per molte aziende di moda. La svolta arriva un anno e mezzo fa con Pt – Pantaloni Torino. Diventa Global Business Development e il mondo diventa la sua casa. Una brillante carriera intervallata dagli scatti di Scott Schuman di Sartorialist, gli shooting per la rivista giapponese Leon e oltre 33.000 follower su Instagram.

Ma non è del suo lavoro che vogliamo parlare oggi. Vogliamo capire come convivono in lui radici e ali, Milano e Locorotondo, stile e successo.

E gli chiediamo come fa a “sopravvivere” a questa miriade di impegni e responsabilità che lo vedono sempre in giro per il mondo…

 

Recupero le energie in Puglia: le cose che mi mancano di più, vivendo a Milano, sono il sole e il mare. Per questo, appena posso, torno a Locorotondo. Il mio rimedio naturale contro lo stress. E ogni volta ripeto lo stesso mantra: saluto parenti e amici e faccio un giro in auto, da solo, tra le vie di campagna, per godere dei colori della nostra terra. E poi…. vado a mangiare il pesce crudo! Sempre.

Queste abitudini mi aiutano a restare in contatto con le mie origini perché posso anche vivere a Milano o viaggiare per il mondo, ma non potrò mai dimenticare o rinnegare le mie radici.

Nel tuo lavorare per il mondo, hai mai avuto la sensazione che ci fosse un comune denominatore, un tratto ricorrente che contraddistingue il modo di fare impresa in Puglia?

La passione. Se penso ad alcuni cari amici, come Pino Lerario di Tagliatore o Valentino Ricci di Sciamat, entrambi pugliesi, mi rendo conto di quanto la passione sia stata il motore del loro successo. I risultati arrivano solo se si crede in ciò che si fa.

Quindi il fatto di vivere e lavorare al Sud, secondo te, non è limite…

Queste sono solo scuse dietro cui nasconderci quando falliamo. Io posso portare il mio esempio. Pur avendo lavorato in una realtà molto piccola come quella di Locorotondo, sono riuscito a creare una delle agenzie di moda più importanti d’Italia, conosciuta a livello internazionale. E non è un caso. Come me, ci sono tante altre aziende che hanno ottenuto importanti risultati, pur avendo la propria sede in Valle d’Itria. La famiglia Massa, per esempio, o Pino Lerario di Tagliatore… Gli scenari sono cambiati e nell’era della globalizzazione trovo assolutamente inutile parlare di limiti o difficoltà legate a un territorio.

Dalle tue parole sembra quasi che l’essere pugliese dia una marcia in più…

Non so se l’essere pugliese mi abbia aiutato o meno nella mia carriera. So per certo che questa terra, la Puglia, dà una grossa energia. Spesso la gente si lamenta del fatto che al Sud non ci sia lavoro, che non ci siano opportunità: io penso l’esatto contrario. Ma affinché le cose possano andare nel verso giusto è necessario un cambiamento, nel modo di pensare e di operare. Non si possono fare le stesse cose del passato e pensare di ottenere risultati diversi. Solo adeguandosi ai cambiamenti ed operando in maniera diversa si possono ottenere nuovi risultati e nuove soddisfazioni. 

 

Intervista a Domenico Gianfrate Lifestyle Massa Boutique

 

Qual è la percezione che il resto del mondo ha della Valle d’Itria?

Questo è un momento splendido per il nostro territorio: ci viene riconosciuto in tutto il mondo un grande valore, cosa che non accadeva fino a 10/15 anni fa. Oggi, invece, quando viaggio per il Giappone o in America incontro sempre qualcuno che conosce la Valle d’Itria. Merito sicuramente dell’ottimo lavoro svolto dagli operatori e dal nuovo modo di comunicare la nostra terra: il luogo perfetto per il turista attento, ricercato, che cerca bellezza, cultura e relax. La strada intrapresa è quella giusta. Dobbiamo continuare a percorrerla.

Per te che lavori da oltre 20 anni nel campo della moda cos’è lo stile?

Qualcosa che una persona ha dentro. Non si può ridurre al semplice indossare un abito. È nel modo di parlare e di muoversi. È l’attenzione e il rispetto che si ha verso gli altri. E’ il non apparire a tutti i costi.

 

Intervista a Domenico Gianfrate - Lifestyle Massaboutique 3

Più di 33.000 follower su Instagram. Come vivi il ruolo di Web Influencer?

Con naturalezza. Forse perché non ho mai pianificato tutta questa visibilità… mi è semplicemente  capitata. Tutto è iniziato dieci anni fa, con i primi scatti di Scott Schuman, gli shooting per la rivista giapponese Leon e le collaborazioni con tanti altri del settore: è così che sono arrivati i primi follower. Di certo essere riconosciuto come “influencer” mi aiuta a far meglio il mio lavoro – su Instagram non c’è nulla della mia vita privata – ma penso che i risultati si possano ottenere solo con il sacrificio e la passione. Basti pensare che oggi i follower si possono comprare… Cavalco l’onda fin quando qualcuno mi troverà interessante, so già che nel tempo lascerò il passo a qualcun altro. Quello che resteranno, invece, saranno i risultati del mio lavoro e quelli non li potrà mai cambiare nessuno.

A proposito di Schuman, qual è il rapporto che vi lega?

Scott è prima di tutto un amico: il nostro rapporto va oltre gli scatti o le fashion week. È stato tante volte mio ospite qui in Puglia. Ci tenevo a fargli conoscere l’essenza di questa terra. A legarci non è solo il lavoro, è una profonda stima reciproca: io riconosco in lui il fatto di essere stato il pioniere dei blogger e degli influencer.

La moda, i social, il successo. Tutte cose che fanno pensare a un mondo effimero. Cosa ti senti di consigliare ai tantissimi ragazzi che vogliono lavorare in questo settore?

Di sfruttare al meglio le grosse opportunità che questo momento storico offre. Oggi, rispetto a quando ho iniziato io, si possono raggiungere importanti obiettivi in pochissimo tempo. Basta non lasciarsi fagocitare dalle futilità.  È vero, il mondo della moda è fatto anche di leggerezza e cose superficiali. Fa parte del nostro mestiere. Basta esserne consapevoli, vivere questi momenti ben sapendo che il mattino dopo bisogna alzarsi e dare il 130% sul lavoro. Io stesso arrivo a lavorare anche 13, 14 ore al giorno. E non mi pesa perché amo quello che faccio, ma è necessario che i più giovani siano consapevoli di quanta determinazione e sacrificio siano necessari per sfondare. Io credo fermamente che la moda abbia bisogno di nuova linfa. È tempo di lasciar fare ai giovani.

Passiamo invece alla moda. Non usciresti mai di casa senza…

Il mio anello college. Mi accompagna da più di 10 anni. E quando non lo indosso mi sento spogliato di qualcosa…

I 3 capi fondamentali che ogni uomo dovrebbe avere nel suo guardaroba…

Un blazer blu, uno smoking da indossare nelle occasioni più importanti, un raw denim blu bello rigido. 3 capi che raccontano tanto del mio modo d’essere: sono innamorato del classico, ma non posso dimenticare il mio primo amore, lo streetwear. Ho quindi unito le due cose, in un mio stile tutto personale. Qualcuno parla di Street Fashion… io parlo di Street Classic, l’evoluzione nell’ambito del classico.

Le tue icone di stile…

Marcello Mastroianni, Gianni Agnelli, Alain Delon, Sean Connery: tutti uomini del passato che hanno fatto della semplicità il segreto della loro eleganza.

 

Intervista a Domenico Gianfrate - Lifestyle Massaboutique 4

 

Siamo in dirittura di arrivo…  un ricordo, un episodio che ti lega ai fratelli Massa…

Non c’è un ricordo nello specifico… di certo ciò che ci lega è la passione che mettiamo nel nostro lavoro. In loro riconosco una grande caparbietà e una notevole capacità organizzativa: hanno sempre perseguito la loro strada, nonostante non sia stato sempre facile, e oggi sono una delle attività più importanti di questo territorio. E continueranno a crescere… proprio perché si sono strutturati in anticipo rispetto a molti altri e hanno investito per tempo nelle vendite online. Con Roberto [nb Massa] ci siamo confrontati più volte: il futuro è nella combinazione territorio&web, perché se le boutique fisiche infondono sicurezza nell’acquirente, l’online permette di avere un bacino di utenza mondiale, ampliando infinite volte la propria visibilità. Soprattutto se pensiamo al cliente contemporaneo, sempre più “fidelizzato” al mondo online.

Ultimissima battuta… sogni nel cassetto?

Non posso svelarli… ma sono certo che il mio sviluppo lavorativo non finirà qui. Se mi volto indietro, non avrei mai immaginato di arrivare fin qui. Non so cosa mi riservi il futuro, ma continuerò a lavorare con determinazione per raggiungere nuovi traguardi.

 

Domenico Gianfrate indossa: Pantaloni Pt – Pantaloni Torino, Giacca Tagliatore, Dolcevita Altea, Cappotto Tagliatore, Abito Z Zegna, Dolcevita Roberto Collina, Cappotto Hevò. Calzature Barrett e Tod’s.