Categorie

Articoli recenti

  • Home
  • /
  • Latest News
  • /
  • Dsquared2: una storia lunga quasi 25 anni, che corre sui fili del blu indaco

Dsquared2: una storia lunga quasi 25 anni, che corre sui fili del blu indaco

Jeans Dsquared2 uomo

Un’immagine provocante, addirittura sensuale quella che per decenni è stata associata al jeans, soprattutto quando fasciava le curve delle pin up sulle riviste patinate americane. Colpo di coda negli anni ’60, quando le contestazioni giovanili li adotteranno come simbolo delle ideologie rivoluzionarie contro il perbenismo conservatore e borghese. Poi con gli anni 70/80, con l’arrivo dei punk, diventano indumento democratico, antimoda e ribelle: tutti i ragazzi indossano una maglietta e un paio di jeans. Sopravvissuti all’iconoclastia punk, ecco dietro l’angolo gli anni ’90: il grunge segna il trionfo dei modelli sdruciti ad arte, da abbinare a camicioni in flanella e con maxi quadri. Segue il decennio del 2000 – quello del modello skinny – che sancisce definitivamente la globalizzazione totale del jeans.

Poco importa che chi lo indossa sia un uomo o una donna, una star del cinema o un giovane studente universitario, un dirigente di una multinazionale o un operaio: il jeans è il capo unico, unisex, uguale per tutti, che non conosce classi sociali o età.

Un capo globale che narra però una storia personale: li si può scolorire, li si può strappare, rammendare, colorare e modificare. E dare vita a un capo che rispecchi appieno la propria identità. Proprio come hanno fatto i due gemelli, Dean e Dan Caten, nati a Toronto nel 1964, uniti dalla stessa passione per la moda. Dopo aver maturato una serie di esperienze lavorative in Italia, fanno l’incontro decisivo: quello con Renzo Rosso, a capo di Diesel, e primo investitore del primo progetto dei gemelli, interamente focalizzato sul denim.

È il 1994 e nasce l’etichetta “Dsquared2“, ovvero “D al quadrato al quadrato“, un mix tra irriverente estro canadese e raffinata sartorialità italiana.  Ogni capo, infatti, presenta alcune caratteristiche, emblema del brand: chiari rimandi ai luoghi d’origine, attento bilanciamento tra stile irriverente, a tratti scanzonato e il savoir – fare artigianale tipico dello stile italiano. Quasi a rispondere a quell’antica provocazione ripescata tra i ricordi del passato di Dean e Dan “Quando eravamo piccoli il denim era visto come un capo povero, nostro padre ci vietava di indossarli.” E la sfida – vinta – è stata proprio quella di trasformare il denim in un capo di lusso.

In più di vent’anni di lavoro, i gemelli non si sono mai fermati, ma hanno sperimentato, cambiato, osato, di anno in anno, lavorando su colori e lavaggi, testando nuovi tagli e combinazioni. Come per questa collezione SS18 che profuma di ribellione, sfrontatezza, eccentrica unicità. È un po’ così che lo immaginiamo il Bad Boy Dsquared2, con i capelli arruffati, intento a preparare la valigia per le vacanze portando con sé un paio di jeans da mescolare a camicie e t-shirt con stampe hawaiane e uno zaino over decorato con patch da scout ribelle.

Ed ecco i tre modelli che meglio raccontano il “mood” estivo dei gemelli Dean e Dan.

 

Lettering e slogan

 

jeans dsquared2 

Il grido di battaglia dei millennials. Lo sa bene Dsquared2 che riprende una tendenza molto diffusa nel trentennio ’70, ’80, ’90, quello dei patch e arricchisce questo modello di jeans, dall’effetto delavè e dalla vestibilità regular.

 

Messaggi all over

 

Jeans Dsquared2_

Questi jeans in denim stretch  e dall’effetto used diventano la tela su cui lasciare brevi messaggi o piccoli disegni pop. La vita è media, la chiusura con bottone e zip, la vestibilità regolare che si restringe sulla caviglia. Un perfetto “twist” di sartoria italiana, stile britannico e stranezza canadese.

 

Gocce di Pittura

 

Dsquared2 jeans

Gocce di pittura cadono su questi jeans stretch dalla vestibilità regolare  – effetto slavato – che nascondono sul retro un foulard amovibile: un vezzo glam rock che esprime al meglio il DNA di Dsquared2.

Lascia un commento