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Inno al passo lento: una guida per esplorare la Valle d’Itria – Episodio 1

valle d'itria slow in treno

“C’è più vita in dieci chilometri lenti e a piedi che in una rotta transoceanica che ti affoga nella tua solitudine progettante” – Franco Cassano

     Ci sono luoghi che fanno bene al cuore. Luoghi che hanno il sapore impalpabile dei ricordi di infanzia, che profumano di torta fatta in casa, che hanno il ritmo lento, caldo e pigro dei pomeriggi d’estate. E non ci sono origini o domicili che tengano: non è un fatto di natali, è un’empatia del cuore quella che spinge ognuno di noi a dire, almeno una volta nella vita, “un giorno vivrò in Valle d’Itria”. Perché chi ha avuto modo di vivere o viaggiare in questo pezzo di Puglia, lo sa: qui non si rincorre nulla, qui si segue quello che i musicisti chiamano il “tempo giusto”, essere svelti quando ha senso essere svelti, essere lenti quando è necessario essere lenti.

    Che poi è un po’ la filosofia che vi consigliamo di seguire per esplorare la nostra terra: niente auto, ma solo mezzi lenti, come una bicicletta, una vecchia littorina o il semplice calpestio dei passi, per uno slow tour in grado di riconciliarci con la natura, l’uomo e noi stessi.

 

In treno

 

valle d'itria slow treno

 

     Prima regola di questa avventura: lasciare a casa l’auto e con essa il traffico, lo stress e i clacson che strombazzano. Partenza: ultimo binario della stazione centrale di Bari su cui svetta il cartellone verde “Ferrovie Sud Est”. È da lì che inizia il nostro viaggio. Direzione Martina Franca, ultima tappa di questa tratta: prendete posto in una delle lettorine del treno regionale in cui il tempo sembra essere sospeso e assaporate il fascino dello sferragliare delle rotaie, che a un ritmo lento, vi faranno attraversare paesaggi mozzafiato. Cinquanta chilometri orari e quasi due ore (anche se, bisogna ammetterlo, i ritardi sono all’ordine del giorno) di natura, alberi da frutto, distese di uliveti, muretti a secco, antiche masserie e piccoli trulli. Su questa tratta non si costeggia il mare, si attraversa l’entroterra con i suoi piccoli borghi: Conversano, Castellana Grotte, Putignano, Noci, Alberobello, Locorotondo. Stazioni sonnacchiose in cui si dipana un’umanità variegata, fatta di anziani e bambini, giovani donne e lavoratori pendolari, pronta a prendere posto sui vecchi sedili in pelle e a scambiare qualche chiacchiera con il vicino di viaggio. Martina Franca, bella, altezzosa, suadente merita una visita, senza fretta, ma di questo vi parleremo un’altra volta. Ora il nostro viaggio continua. Questa volta a piedi…

to be continued…

 

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