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Papagna Experience: il museo invisibile della Valle d’Itria

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Un museo diverso, giocoso e a cielo aperto, dove il contenitore è il centro storico e le opere sono storie segrete che diventano beni culturali ad alta tecnologia

La Valle d’Itria è composta da tante e diverse anime. C’è quella barocca, un po’ leziosa, di Martina Franca; c’è quella intrigante e,  a tratti, esotica di Ostuni; c’è quella festaiola, innovativa ma comunque ben ancorata alle tradizioni, di Locorotondo; c’è quella dualistica – in bilico tra spiritualità e mondanità – di Cisternino.

E poi c’è quella di Ceglie Messapica, che a prima vista diremmo rurale, folkloristica e un po’ scanzonata. Ma a guardar bene, ad andare in profondità, ci si accorge che a volte proprio in questi centri “minori” nascono piccole rivoluzioni inaspettate, piccole ma fondamentali azioni di resistenza, che aprono al nuovo senza chiudersi nella nostalgia.

E proprio a Ceglie Messapica abbiamo vissuto, in un nuvoloso pomeriggio di marzo, un’esperienza unica, totalmente immersiva, sicuramente innovativa, che ha fatto dell’antico una leva per creare qualcosa di nuovo. Siamo entrati in Papagna Experience. Siamo entrati nel primo museo invisibile realizzato in Italia.

Ma partiamo dalle radici, dall’etimologia della parola.

Papàgna (pa|pà|gna; pronuncia: paˈpaɲɲa). Sostantivo femminile. 1. Regionale nell’uso centromeridionale: botta violenta, pugno o ceffone sul viso. 2. Bevanda tipica dell’antica civiltà contadina, somministrata ai bambini per favorirne il sonno, o agli adulti come lenitivo.

papagna experience“Papagna è un nome che racchiude dunque il conflitto e il sogno, come questo museo invisibile che rovescia l’idea di spazio espositivo a cui siamo abituati. È un nuovo concetto di esperienza turistica, un invito a vivere un rapporto nuovo, emozionale e non didattico, con la città. Ha il sapore vintage delle guide turistiche di una volta e quello futuristico delle ultime tecnologie digitali.”

Sedotti da queste parole, ci ritroviamo nella Biblioteca Comunale (essa stessa tappa meritevole di visita) dove ci viene consegnato un kit: un libro mappa, uno smartphone, un visore, una cuffia e uno smartphone che ci servono per accedere ai contenuti digitali nascosti fra le strade e le case del borgo medievale.

Guidati dalla mappa ci inoltriamo nel labirinto del centro storico facendoci guidare dal libro, alla ricerca dei deliziosi scorci che custodiscono le parti della città segreta. Una piazzetta traboccante di alberi, un vicoletto ombroso, un curioso gioco di ringhiere sono i portali d’accesso – attraverso un QR Code – a storie liriche e spietate, messe in luce da cortometraggi in VR (Virtual Reality) e 3D, graphic novel digitali, racconti sonori immersivi, dialoghi in forma di chat. Pur essendo immersi nelle emergenze artistiche e architettoniche del centro storico, nessuno dei contenuti si apre a descrizioni didascaliche del monumento, del palazzo, della strada ai quali sono connessi, ma di storie visionarie, dai tratti lirici ma anche dark e pulp.

Trame che indagano le profondità e le bellezze dell’animo umano, i desideri, le paure, gli errori, il sogno. Sono viaggi onirici, balzi avanti e indietro nel tempo. Le sceneggiature attingono agli archetipi della tragedia greca tanto quanto alla cinematografia contemporanea, sono costellate di citazioni, rimandi, “easter eggs” (divertissement per i viaggiatori-spettatori più accorti). Il cellulare è il medium attraverso il quale immergersi nel museo invisibile ma anche l’oggetto che detta i linguaggi d’uso comune: la frammentarietà delle chat, la densità concentrata di una web serie, l’evanescenza di un incontro al buio per mezzo di una app per incontri.

Papagna è qualcosa che assomiglia a un film a episodi in forma di passeggiata, un libro-mondo per visitatori girovaghi predisposti all’inatteso. È la realtà specchio di un’epoca, la nostra che è sì turbolenta, aspra ed eccessiva, ma baciata da un’irripetibile concerto di umanità.

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Così, le storie diventano a tutti gli effetti vere e proprie attrazioni turistiche che vale la pena scoprire…

Gli autori

Papagna è stato realizzato con l’approvazione e il sostegno della Presidenza del consiglio dei ministri, parte del progetto Artistici turistici firmato dall’associazione Casarmonica e finanziato nell’ambito del Piano azione coesione “Giovani no profit”. Si tratta di un piano finalizzato alla valorizzazione dei beni culturali ma anche all’occupazione giovanile. L’idea è di Nicola Zucchi che del progetto ha curato sceneggiature, regia, storytelling e user experience. La direzione artistica è corale, divisa a sei mani dall’autore-ideatore con Mirko Lodedo che ha composto la colonna sonora dei contenuti e Domenica Ligorio che li ha prodotti.

Info e prenotazioni: 339.8432981 – papagna.org – info@papagna.org

 

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