Categorie

Articoli recenti

Si scrive arte contemporanea, si legge Galleria La Pietra

Galleria-d'arte-la-pietra

Ci siamo fatti raccontare come l’arte contemporanea possa resistere in una città di provincia. E abbiamo scoperto che in una piccola galleria della Valle d’Itria sono passate le opere di geni come Picasso, Guttuso, Modigliani…

Camminando per le stradine del centro storico di Martina Franca non è difficile imbattersi in un uomo distinto seduto sull’uscio di quello che lui definisce il “suo salotto”

Sprofondato in una poltrona lisa dal tempo, Pinuccio Ancona – occhiali inforcati sul naso e giornale alla mano – sprigiona un’allure da gentiluomo di inizio secolo. 

Pinuccio – naturalmente – di anni ne ha molti meno, ma il suo modo di intendere la vita e i rapporti sociali, lo stare nella “comunità”, riporta indietro nel tempo, a una intellettualità arguta e sprezzante, a volte così difficile da trovare ai nostri giorni.

In città tutti lo conoscono: la Galleria d’arte La Pietra, il suo salotto per l’appunto, fu fondata agli inizi degli anni ’70 e trova dimora, da più di 40 anni, in un piccolo locale nel cuore antico di Martina Franca, a pochi passi dalla Basilica di San Martino. Entrare nella galleria di Pinuccio significa perdere il senso dello spazio e del tempo.  Pochi metri quadri in cui si respira un’aria mistica: opere d’arte ovunque, appese o appoggiate al muro, oggetti ed elementi decorativi scelti per raccontare e stupire, sovrapponendo stimoli, epoche e culture, quasi fosse una moderna Wunderkammer (letteralmente stanza delle meraviglie). Statue in bronzo che riprendono cavalli in movimento, calci di gesso, iconografie religiose e quadri, tele e volti di donne che si mescolano al porpora delle pareti.

Galleria-d'arte-la-PietraSu tutto domina Pinuccio. Merito di una personalità forte, che ha costruito nel corso degli anni il senso del proprio sé in maniera silenziosa, passo dopo passo, man mano che gli anni si accumulavano. Una sicurezza d’acciaio e uno scintillio negli occhi ottenuti in anni di impegno sociale, militanza politica, duro lavoro e dedizione al mondo dell’arte che lo ha portato a raggiungere importanti traguardi. Si fa fatica a immaginare che in questa piccola galleria, in una piccola cittadina di provincia del Sud Italia, siano state esposte opere di artisti immortali, come Picasso, Guttuso, Andy Warhol, Modigliani fra tutti. Nomi da far girare la testa.

E mentre il sole cerca di illuderci che fuori sia già primavera e le campane della Basilica interrompono il silenzio di questo lento lunedì ancora sonnacchioso, ci fermiamo volentieri a scambiare qualche chiacchiera con Pinuccio.

Ci racconti com’è nata questa meravigliosa avventura…

La mia esperienza inizia negli anni ’70, con la mia prima mostra organizzata nelle Sale del Palazzo Ducale in collaborazione con Gianfranco Mai, un artista milanese trapiantato in Puglia. Allora, come oggi, ero un giovane appassionato di arte: fu un’occasione imperdibile per me poter presentare un artista che aveva scelto di vivere e lavorare al sud. Per qualche anno collaborai con l’associazione Culturale Nuove Proposte con cui fondammo la Galleria d’Arte Salvatore Basile per poi riuscire a inaugurare, il 5 luglio del 1975, la mia personale galleria, La Pietra.

Una galleria che è un tesoro incastonato in un altro tesoro: il centro storico di Martina Franca.

Una scelta per me vincolante, non solo perché nel centro storico di Martina Franca sono nato, ma soprattutto perché una galleria d’arte deve sempre restare in contatto con il percorso evolutivo della città, con i suoi momenti di crescita. Per Martina questa necessità è ancora più evidente: il nostro centro storico non solo ti invoglia a scoprirlo, ma ti coinvolge, ti ammalia. È qui che è sedimentata la nostra storia. Proprio come in queste mura: prima di diventare galleria, questo locale accoglieva il Caffè Brancaccio. È qui che avvenivano le mediazioni della città: i grandi proprietari terrieri si incontravano in questo caffè per discutere di affari, per vendere e acquistare poderi, boschi, proprietà terriere. Da luogo di incontro commerciale a luogo di incontro culturale.

Un luogo carico di ricordi e di significati. 

A questi se ne aggiunge un altro: la Galleria sorge vicino alla Chiesa del Monte, a pochi passi dalla Basilica di San Martino. Una postazione importantissima per la città, perché rappresentava il luogo della promessa: i braccianti ogni mattina, all’alba, “promettevano” di lavorare per il latifondista di turno. Selezionate le braccia, gli uomini venivano poi trasportati nei campi per poter fare ritorno a casa a buio inoltrato. E poi è stato il luogo di socializzazione per tanti, tantissimi anni. Una funzione persa nel corso del tempo: mi accorgo sempre più che il centro storico non è più il “salotto” dei miei concittadini ma solo dei turisti.

Ci domandavamo quanto sia stato difficile avviare una galleria d’arte contemporanea in una città piccola come Martina Franca.

Sicuramente lo è stato se si pensa al lato commerciale: gli acquirenti provenivano soprattutto da altre città. Ora ho messo da parte quest’attività, concentrandomi esclusivamente su iniziative di natura culturale. D’altro canto, nonostante le piccole dimensioni, Martina Franca è stata ed è ancora culla di tante realtà avanguardiste – prima fra tutti la Fondazione Noesi.

Fiuto per un affare, emozione, la scoperta di un linguaggio o di un punto di vista inedito e attuale, come sceglie le opere che poi accoglie nella sua galleria?

Sin dagli anni 70, la Galleria La Pietra ha partecipato alle più importanti manifestazione di Settore: Arte Fiera di Bologna, Arte Genova, Expo di Padova, etc… Ed è in queste manifestazioni che si ha la possibilità di entrare in contatto, conoscere e dialogare con quelle che sono le espressioni contemporanee dell’arte, sia a livello nazionale che internazionale. Occasioni qualificate e fondamentali che determinano le scelte artistiche, sempre nel rispetto del filone di appartenenza. Io personalmente ho adottato la corrente del figurativo – pur amando profondamente l’arte contemporanea – perché per me è stata una chiave di accesso. Il figurativo mi ha permesso di entrare in contatto anche con gente che non possedeva una formazione artistica e arrivare gradualmente a coinvolgerli tout court nel mondo dell’arte.

E il suo rapporto con i giovani artisti pugliesi?

Intenso. Continuo. Ricco di soddisfazioni. In ogni expo arte ho sempre preferito portare con me e far esporre artisti pugliesi che difficilmente, da soli, sarebbero riusciti a essere presenti. Ho così raggiunto un doppio risultato: da un lato ho fatto crescere la mia galleria a livello nazionale come mentore di giovani artisti, dall’altro sono stato appagato nel vedere, nel corso degli anni, una crescita esponenziale a livello nazionale e internazionale della loro quotazione nel mercato dell’arte. Sono loro il mio più grande orgoglio… Penso a Franco Fortunato, Umberto Ferrelli, Francesco Musante, Gianni Bruni… e poi Alexander Kossuth, precocemente scomparso. A lui sono particolarmente affezionato: ho ammirato il suo genio che lo ha portato ad abbandonare il suo ruolo come primo violino prima, e direttore d’Orchestra poi, al Teatro alla Scala di Milano, per dedicare la sua vita alla scultura e alla pittura.

Quali mostre ha ospitato in tutti questi anni?

Dal 1975 a oggi, la Galleria La Pietra ha ospitato più di 100 mostre, tra cui alcune grandi che hanno segnato la storia. Solo per citarne alcuni: Ernesto Treccani, Renato Guttuso, Emanuele Luzzati, Andy Warhol, Amedeo Modigliani e Picasso.

Quello stesso Picasso che a breve sarà possibile visitare anche a Martina Franca, nella mostra L’Altra Metà del Cielo… Ha un momento che ricorda con particolare nostalgia e affetto?

Tra tutti i ricordi mi tornano in mente i pomeriggi passati con Ernesto Treccani, alle chiacchierate in cui ci raccontavamo, in maniera intima, le esperienze maturate facendo militanza politica. Ricordo con stima il suo impegno civile e culturale, il suo lavoro nella Fondazione Corrente, l’affinità con Guttuso: abbiamo condiviso passioni, presenze e progetti in un periodo in cui era tutto un ribollire di entusiasmo e cambiamento.

Un entusiasmo – quello nei confronti della cultura e, nello specifico, dell’arte – che vede nei giovani d’oggi?

Devo ammettere che per molti anni ho sentito i più giovani lontani, quasi assenti. Ora invece assisto, con molto piacere, a un rifiorire dell’attenzione dei ragazzi verso il mondo dell’arte. Me ne accorgo non solo dal numero di giovani che vengono a visitare la mia galleria – che non sempre sono legati all’Accademia di Belle Arti o a un Liceo Artistico – ma soprattutto dal ricomparire di uno spirito critico. C’è curiosità, voglia di capire, desiderio di apprendere. Mi auguro che non sia solo un momento… perché vorrà dire che i gusti dei più giovani si affineranno sempre più, svincolandosi dalle mode del momento.

Un turista che arriva in Valle d’Itria a volte non conosce quante opportunità può offrire questo territorio per gli amanti dell’arte. Certo, non possiamo competere con i grandi musei delle capitali, ma sicuramente anche qui ci sono degli indirizzi che vale la pena conoscere e visitare. Cosa consiglierebbe a un turista che visita la Valle d’Itria?

Pur essendo una piccola città Martina Franca offre tante interessanti soste per gli amanti dell’arte: in questo momento la nostra galleria ospita i dipinti di Lamberto Melina; è possibile visitare il MuBa, il museo della Basilica di San Martino che raccoglie collezioni di arredi liturgici di altissima fattura e documenti di storia, la Fondazione Noesi per l’arte contemporanea, in cui è conservata, tra le altre un’opera di Pino Pascali, fino ad arrivare alle mostre temporanee ospitate all’interno del Palazzo Ducale, tra cui la prossima, sopra citata, dedicata a Picasso.

 

Giaccone Fay

Giaccone Fay

Cardigan Fay

Cardigan Fay

Cravatta Altea

Cravatta Altea

Camicia Eleventy

Camicia Eleventy

 

 

 

Lascia un commento