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Vini da re per la notte di Silvestro. Una luxury wine list

vino natale

Bollicine, rossi intensi e dolci passiti: i vini più raffinati per celebrare al meglio l’arrivo del nuovo anno. La nostra selezione made in Puglia e made in the world, per un lusso tutto da bere

“Vino pazzo che suole spingere anche l’uomo molto saggio a intonare una canzone, e a ridere di gusto, e lo manda su a danzare e lascia sfuggire qualche parola che era meglio tacere.

Omero

Nettare degli dei, bevanda magica per gli uomini, materia vivente eclettica: il vino decantato nei grandi poemi epici di Omero, ha mantenuto intatto la sua risonanza nel corso dei millenni, arrivando sino ai giorni nostri. Ieri come oggi, il vino è legante sociale, è diletto e leggerezza, presenza immancabile soprattutto in questo periodo dell’anno. Perché non c’è miglior rito propiziatorio per accogliere il nuovo anno e salutare il vecchio che se non alzando il braccio al cielo con in mano un bicchiere del miglior champagne francese.

È un compito importante, quello che affidiamo ai brindisi di San Silvestro: ogni cin racchiude ciò che è stato e ciò che sarà, promesse per il futuro e desideri da realizzare. E per questo la notte più importante dell’anno merita grandi etichette, bottiglie che racchiudono storie ed emozioni, nettari che solleticano i sensi e che lasciano chi li assapora inaspettatamente colpiti.

E non servirà essere dei provetti sommelier, né aver imparato a memoria tutte le regioni di produzione dei vini francesi: vi basterà affidarvi a questa wine list appositamente selezionata  per voi, da riproporre anche nelle altre grandi occasioni che la vita ci presenta, e riempire i vostri calici di sfumature nobili. In questa carta dei vini troverete così solo referenze che contano sul rispetto delle eccellenze più che sulla qualità, tra grandi rossi e pregiate bollicine. Ai grandi vini francesi sino ad arrivare agli spumanti pugliesi affidiamo gli auspici del nuovo anno. La notte prevede molti brindisi, iniziamo.

 

Vino natale

 

 

Un Cervarolo della Sala di Antinori apre le porte ai buoni propositi. Un vino simbolo della Toscana e della sua Tenuta più rappresentativa, che unisce uve Chardonnay e Grechetto, fermentate e affinate in barrique. All’olfatto note tostate, di agrumi e di frutti esotici con leggere sfumature burrose. Al palato spicca per freschezza, sapidità ed una piacevole persistenza.  Se vogliamo restare in terra pugliese, invece, omaggio alla Valle d’Itria con il Rampone della Cantina I Pastini, un fiano minutolo intenso e molto aromatico, ottenuto da un vitigno che cresce solo in questo angolo di mondo.  Eleganti, armoniosi ed equilibrati: entrambi questi bianchi sono perfetti per inaugurare i brindisi di questa notte, da accompagnare ad antipasti e stuzzichini di verdure, pesce e formaggi. Luci basse, musica di sottofondo, un abito elegante e una notte magica appena iniziata.

 

Giacca Tagliatore

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Maglia Cucinelli

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Pantaloni PT01 Skinny

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Stringate Cucinelli

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Ci sediamo, cambiamo i calici e passiamo a un Barolo da collezione di Bartolo Mascarello: complesso, lussuoso, avvolgente, questo rosso ha origini antichissime, che risalgono all’Ottocento. In un calice ci sono tutte le Langhe: un sapore genuino e autentico come i vignerons che hanno fanno la storia del mondo del vino in Italia. All’olfatto sentori di frutta matura, di more, piacevoli aromi floreali di bacche, rosa appassita e viola; al palato un gusto e robusto, importante e vellutato, corposo ed equilibrato, con un’ottima persistenza tannica. Sul versante pugliese, invece, troviamo Es di Gianfranco Fino, un primitivo di Manduria premiato per ben quattro volte come miglior vino d’Italia. Un sorso di Puglia, sintesi perfetta di cuore, testa e mani: questo Primitivo vi stupirà perché, pur essendo agile al sorso, conserva un quadro aromatico di ampiezza, intensità e durata da fuoriclasse. Stupisce il ventaglio gusto-olfattivo, che spazia con impeccabile grazia dalla frutta fresca matura alle spezie dolci, dalla macchia mediterranea ai sentori tostati dati dal legno. Il sorso è potente, caldo, avvolgente e concentrato. A queste etichette affidiamo i brindisi calorosi, quelli che nascono attorno a un tavolo imbandito di piatti importanti come paste ripiene, carni alla griglia o in umido. Un nuovo cin accende la cena, un nuovo cin come auspicio di felicità per il 2018.

 

In-cantina

 

E’ ora del countdown: il nuovo anno è alle porte. Alziamo il volume, mangiucchiamo qua e là qualche dolcetto mentre una voce inizia il conto alla rovescia. Meno tre, due, uno… il brindisi più atteso della serata è arrivato. Calici verso il cielo per il brindisi della condivisione, della felicità, dei buoni propositi e degli auspici: braccia che stringono, balli che sciolgono le ultime barriere e bollicine che esplodono nel palato. Nel flute un tesoro prezioso, che regala aromi sontuosi di torta di prugne appena sfornata, brioche, nocciole leggermente tostate, fiori d’arancio, albicocche candite e agrumi. È il re indiscusso degli champagne, il più sontuoso, il Krug Clos d’Ambonnay 1996. Al palato è straordinariamente concentrato, pieno e intenso, con reminiscenze di frutti autunnali, una sorprendente freschezza e grande pienezza, esaltate da una bollicina finissima e dal finale molto prolungato. Anche la Puglia ha la sua Cuvèe: è la Dama Forestiera di D’Araprì, prodotta a San Severo, in provincia di Foggia. Metodo Classico per una bollicina finissima e molto elegante, che niente ha da invidiare alle referenze più blasonate.

 

Tuta Jucca

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Cappotto Blancha

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Sandali Salvatore Ferragamo

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Tracolla Salvatore Ferragamo

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E dopo le danze, le luci e i brindisi, si resta in pochi intimi: qualche dolce secco e in mano l’ultimo bicchiere di vino, quello da meditazione. Nell’ultima notte dell’anno solo il meglio: per questo si deve concludere in dolcezza con una etichetta che sia all’altezza, come il Muffato della Sala di Antinori, un vino dolce di grande fascino, prodotto con uve botritizzate raccolte agli inizi di novembre, per dar modo alle nebbie mattutine di favorire lo sviluppo della tipica “muffa nobile” sui grappoli. Questa particolare condizione riduce il contenuto di acqua dell’uva e ne concentra zuccheri e aromi, conferendo al Muffato della Sala un gusto armonico inconfondibile. L’alter ego pugliese proviene dal una zona che non poteva essere che Trani, patria del Moscato Reale con una doc del 1974. Il naso parte tipico da moscato ma poi inizia un cammino straordinario, una vera e propria passeggiata murgiana tra sentori mediterranei, note di agrumi canditi, ginestre, zafferano, miele di acacia. In bocca lo stacco che porta dalla realtà alla irrealtà, emozione completa e raramente centrata se non nei grandi vini: ingresso dolce, poi domina la freschezza, sino alla conclusione di amara, quasi di asparagi selvatici oltre che di mandorla fresca. 

C’è ancora tempo per un brindisi. E per un desiderio. L’ultimo. Con l’augurio che il 2018 li avveri tutti.