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Time to Art: tre mostre da non perdere in Puglia

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Mirò, Picasso, Artemisia e i pittore del conte: tre motivi per visitare la Puglia quest’estate

Ci sono tanti motivi per venire in Puglia.

Il mare. Approdi lunari, scogliere, grotte mitiche che si rincorrono per 800 chilometri.

I borghi antichi. Piccoli pietre preziose incastonate tra ulivi e mare dove la vita scorre ancora a ritmo lento.

Il cibo. Una liturgia di sapori, profumi, colori. Da assaporare a occhi chiusi per risvegliare ricordi sopiti nella nostra memoria.

E poi c’è l’arte. Anch’essa da vivere slow. Lontani dalle lunghe code ai botteghini dei grandi musei delle capitali mondiali, la Puglia sta riscoprendo, negli ultimi anni, una vocazione artistica, ospitando – ogni stagione – interessanti mostre sparse in tutta la penisola. Così piccoli borghi sospesi nel tempo diventano culla di grandi e immortali opere. 

Ecco le mostre da non perdere in questa primavera estate.

 

Picasso e l’altra metà del cielo

Martina Franca | Ostuni | Mesagne

Dal 24 Aprile 2018 al 04 Novembre 2018

 

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217 opere di Picasso, molte dei quali mai esposte prima. 159 grafiche, 35 ceramiche, 1 disegno per una mostra diffusa che interesserà 3 diverse città: Martina Franca (Palazzo Ducale), Ostuni (Palazzo Tanzarella) e Mesagne (Castello). Un ambizioso progetto che vuole unire, attraverso un’unica mostra ed un unico ticket, tre diverse città con peculiarità artistiche, culturali e identitarie simili. In mostra oltre alle opere del genio spagnolo, anche un acquerello dell’artista e compagna di vita Dora Maar e 19 grafiche di un’altra donna che ha accompagnato la sua vita: Françoise Gilot. Il ritratto di quello che molti considerano la maggior espressione artistica del Novecento, sarà completato, come una sorta di “mostra nella mostra”, da 80 fotografie di Edward Quinn, il fotografo irlandese che dal 1951 fino al 1973, anno della morte di Picasso, fu legato all’artista da una profonda amicizia, 8 foto di Robert Capa e 3 della Gilot.

 

Joan Mirò. Opere Grafiche 1948-1974

Opere Grafiche 1948 – 1974 | Castello Carlo V di Monopoli

Dal 24 marzo al 15 luglio 2018

 

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Un itinerario nella creatività di Miró e nell’estrema poeticità della sua arte surrealista. La mostra è dedicata alla scoperta del meraviglioso mondo di Miró attraverso un’antologia di circa 90 opere grafiche, appartenenti a quattro serie complete, Parler Seul, Ubu Roi, Le Lézard aux Plumes d’Or e Les Pénalités de l’Enfer ou les Nouvelles-Hebrides. Quattro capolavori realizzati tra il 1948 e il 1974 che raccontano il “sogno poetico” di Miró, quella sua capacità di oggettivare le immagini della fantasia e di esprimerle attraverso un linguaggio assolutamente personale. “Niente semplificazioni né astrazioni. In questo momento io non mi interesso che alla calligrafia di un albero o di un tetto”, scriveva Miró. Nelle creazioni del Maestro catalano le forme, i colori e lo straordinario alfabeto di segni sono il risultato della sua incredibile capacità di rinnovarsi alla luce di una visione globale dell’arte, vissuta con curiosità e versatilità. Gli sfondi neutri vengono “macchiati” da colori brillanti, come blu, rosso, verde, giallo e nero, in una precisa alternanza tra corpi informi e linee curve, per dare vita alle sue visioni oniriche.

 

Dialoghi 3.0. 

Pino Pascali e Claudio Cintoli | Museo Pino Pascali di Polignano a Mare

Dal 24 marzo al 30 settembre 2018

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Nel 50esimo anniversario della morte di Pino Pascali, la Fondazione di Polignano a Mare a lui intitolata ospita un dialogo visivo tra l’artista e Claudio Cintoli. Due figure fondamentali, che caratterizzavano con il loro vitalismo il panorama culturale della Capitale nella seconda metà degli Anni Sessanta, uno dei più periodi più fecondi e dinamici della storia recente di Roma, che questa mostra mette giustamente in parallelo, evidenziandone differenze e affinità. Per tre anni Cintoli si trasferì però negli Usa, e rientrò a Roma proprio a ridosso della tragedia di Pascali, che tanto lo turbò e influenzò i suoi lavori, complice anche la mediazione dello stesso gallerista, Fabio Sargentini. La rassegna a Polignano mette in rapporto in particolare l’ultima fase di Pascali con opere di poco precedenti o un po’ più tarde di Cintoli. Fanno un bell’effetto visti insieme dal vero l’Arco di Ulisse gigante, l’altissima cascata di Liane, il grande Cesto, rivisitazioni di una mitologia mediterranea fatte con lana di vetro intrecciata. Mentre in rafia e pelo acrilico è lo strano Cavalletto.

 

Artemisia e i pittori del conte

Castello e Chiesa di San Giuseppe di Conversano

Dal 14 aprile al 30 settembre 2018

 

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Non una mostra su Artemisia Gentileschi ma sulla collezione privata del conte Giangirolamo II Acquaviva d’Aragona: sessanta tele che segnano il ritorno in Puglia di opere provenienti da Musei e collezioni private tra cui Il Trionfo di Bacco, di Finoglio, conservato al Museo Nacional del Prado e un inedito dipinto di Artemisia Gentileschi (Caritas Romana), un quadro di stile caravaggesco di grande fascino, di cui si trova traccia nella collezione del conte. Inoltre sarà possibile ammirare Fortitudine Pares (Cupido e la Morte), dipinto proveniente dalle collezioni del Museo della Cattedrale di Malta, ivi conservato sotto il nome, poco appropriato, di Battistello Caracciolo. Presentata per la prima volta in Italia e sottoposta a una attenta pulitura effettuata per l’occasione da Roberta Lapucci, l’opera – ancora di autore anonimo – è al momento oggetto di ricerca, come già in passato di John Gash e Catherine Puglisi, da parte della stessa Lapucci, che ne valuta l’opportunità di attribuzione a Michelangelo Merisi il Caravaggio.

 

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