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Una notte da re

TRULLI-ALBEROBELLO

Quello che vi proponiamo è un luogo del cuore, il luogo ideale per tutti coloro che preferiscono il piccolo al grande, che rifuggono il conosciuto, lo standardizzato, ma sono sempre alla ricerca della strada meno battuta.

Benvenuti in Valle d’Itria, un pezzo di paradiso in cui bizzarri edifici bianchi, dallo strano tetto a cono, bucano l’immacolato celeste del cielo.

Siete di fronte a una distesa di trulli, mistiche abitazioni un tempo case rurali dei contadini, a volte addirittura destinate a luogo di ristoro delle bestie. Realizzati interamente in pietra, quella pietra di cui la Valle d’Itria è ricca, i trulli sono costruiti senza l’utilizzo di alcun tipo di malta, secondo l’antica tecnica della lavorazione a secco.

Nel giro di pochi anni queste antiche abitazioni si sono trasformate in caratteristici luoghi di accoglienza di viaggiatori in cerca di alloggi unici nel sud battuto dal sole.

Scegliere di dormire in un trullo si rivela un’esperienza eccezionale: circondati dalla pietra, dalla calda tonalità miele, sotto antiche arcate, si scopre come queste abitazioni siano così fresche d’estate e calde d’inverno.

Una permanenza sospesa nel tempo, che profuma di storia e di autenticità, di semplicità e complessità, perché la storia narra che la nascita dei trulli sia frutto di un raggiro. Giangirolamo II Acquaviva d’Aragona, conte di Conversano, detto il Guercio. voleva fare del paese di Alberobello un proprio feudo, indipendente dalla corte di Napoli e per questo motivo incitò i cittadini a stabilirvisi. Ma, in seguito all’editto “Prammatica de Baronibus” venne imposta l’autorizzazione regia per ogni nuova costruzione. Allora, il Guercio ordinò ai suoi sudditi l’impiego di pietre a secco senza l’uso della malta, di modo che in caso di ispezione governativa, le case avrebbero potuto essere smontate e poi riedificate ed il conte non avrebbe dovuto nulla al re.

Una storia tanto affascinante quanto bizzarra che attira tantissimi visitatori verso Alberobello, il paese con la più alta concentrazione di trulli, talmente unico da esser stato dichiarato dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità dal 1996.

 

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