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Valle d’Itria: un weekend tra i grandi vini di questa terra

Albea, Cardone, i Pàstini: un wine tour per scoprire, attraverso i sensi, l’identità di un territorio

 

Vendemmia. Profumo di mosto. Donne piegate su antiche viti intente a raccoglierne i frutti. Un sole che acceca. Un sorriso che accoglie. La Valle d’Itria è questo in autunno, forse il periodo dell’anno più bello per scoprirla. Una natura umanizzata dal lavoro dell’uomo, dalla geometria perfetta, con filari di vite ordinati in linee parallele che bucano l’orizzonte, ben racchiusi tra i chiaroscuri dei muretti a secco.

Un inno alla bellezza.

Che va ascoltato, contemplato, conosciuto, senza il filtro romanzato di un sito online, ma scoprendo di persona i volti e la storia di chi questo paesaggio lo ha scolpito, non senza sacrifici. Perché non tutti sanno quanta natura e fatica si nasconde dietro una vigna e, soprattutto, perché per comprendere l’essenza di questa terra, bisogna innanzitutto conoscerne la gente. Ed è quello che abbiamo fatto, non senza sorprese: tre tappe di un viaggio che da Alberobello ci ha condotti sino a Martina Franca, tra cantine, vigneti ed enologi.

E nel giro di pochi chilometri, bicchiere dopo bicchiere, sono caduti tutti i nostri pregiudizi. Il mondo del vino è sempre più spesso affidato a giovani  imprenditori che usano i nuovi strumenti di comunicazione, che si aprono a nuove opportunità – come il turismo -, che non hanno paura di cambiare pur tenendo i piedi ben saldi nella tradizione, molto spesso di famiglia. E così oggi, anche grazie a loro, è possibile scoprire un altro aspetto della Valle d’Itria,  attraverso il racconto di uno dei suoi elementi più iconici: il vino. Wine Tour ben organizzati, proposti in italiano e in lingua inglese, durante i quali sono garantiti massima accoglienza e referenze affidabili per far vivere un’esperienza indimenticabile agli enoturisti.

 

Cantina Museo Albea

 

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Il nostro tour parte da Alberobello, capitale dei Trulli e patrimonio dell’Umanità, in un luogo davvero speciale: la Cantina Museo Albea. È qui che abbiamo il piacere di conoscere Claudio Sisto, enologo e direttore tecnico dell’Azienda che, dagli anni Duemila, è passata solo l’ala del Cavaliere Dante Renzini. Da Albea tutto parla di storia e identità. La struttura dei primi del ‘900, interamente in pietra, conserva ancora intatte le antiche cisterne interrate nella roccia destinate a contenere il vino. Il Museo racconta, tra reperti e immagini, la storia del vino di questo territorio, le gigantografie dei volti dei viticoltori, segnati dal vento e dal sole.  A rapirci sono le parole di Claudio, sincere e dirette come il vino che produce. In un momento in cui il mondo enologico è sempre più alla mercé di mode e guide, è indispensabile tornare alla terra, investendo sui viticoltori locali. Non un melenso slogan, ma una vera e propria strategia aziendale che sta avendo importanti ricadute su tutto il territorio. Albea, infatti, non acquista vigneti ma cerca di responsabilizzare i viticoltori attraverso incentivi economici che, nei fatti, sta a significare “più aumenti la qualità della tua produzione più ti premio“. Dopo una lunga e attenta riqualificazione, ora il gruppo Albea propone referenze provenienti da tutta la Puglia, dal Nero di Troia sino al Negroamaro. Un racconto della nostra terra che potrete gustare direttamente nella cantina di Alberobello, anche attraverso la visita al suo Museo. Al piano superiore ha sede, infatti, il Museo del Vino di Alberobello che custodisce al suo interno antichi strumenti agricoli – alcuni dei quali in uso prima della nascita di Cristo e utilizzati fino a pochi decenni fa – e una ricca sezione fotografica, che narra le varie tecniche di vinificazione adottate in passato fino ad arrivare a quelle, senz’altro più raffinate e sofisticate, del giorno d’oggi.

 

IL VINO DA SCOPRIRE: LUI  – Nero di Troia

WINE TOUR: Visite guidate con degustazione previa prenotazione al +39.0804323548. Aperto tutto l’anno, dal lunedì al sabato. 

CANTINA MUSEO ALBEA:  Via Due Macelli, 8 – Alberobello (BA)

 

Cardone Vini

 

 

Dalla Tenuta Cardone si gode una vista di Locorotondo impareggiabile. E’ questa la seconda casa di Marianna Cardone, un luogo incantato, posto alle pendici del paese, inaugurato qualche anno fa e diventato una delle tappe del wine tour della cantina. Il bianco dei trulli e delle cummerse, a mezzogiorno, è abbacinante. Sotto un porticato, dove di solito i visitatori – perlopiù stranieri – si fermano per il brunch, degustando le referenze Cardone, ci fermiamo a chiacchierare. E a Marianna, responsabile commerciale e della comunicazione dell’azienda, si illuminano gli occhi, perché il racconto della cantina è, in fin dei conti i racconti della sua famiglia: “Ho la fortuna di far parte di una famiglia di viticultori. Questo significa che sono nata in cantina  e conosco da vicino lo splendido lavoro che i nostri impareggiabili contadini svolgono nelle nostre vigne. Dietro una bottiglia di vino molto spesso c’è la storia di una famiglia, con le sue passioni e suoi sentimenti, quasi mai animati solo dalla ricerca del guadagno ma, spesso, dallo spirito di sacrificio e dall’orgoglio di produrre uno degli emblemi dell’agricoltura di Italia”.

A Marianna, eletta da poco più di un anno presidente dell’Associazione Le Donne del Vino – Delegazione Puglia, chiediamo qual è il contributo che una donna può apportare al mondo dell’enologia. “Le donne sanno fare squadra, sanno porsi con umiltà di fronte alle nuove conoscenze e accettano la sfida di doversi trovare in un mondo ancora prettamente maschile come quello dell’enologia. Questo grazie alla loro sensibilità che le facilita e le predilige, sia nelle capacità di degustazione sia nel saper cogliere nuove opportunità. Faccio parte della meravigliosa famiglia dell’associazione nazionale Le donne del vino, formata ad oggi da più di 800 imprenditrici fra produttrici, enologhe e sommelière e garantisco che, dal Nord al Sud, le storie e le esperienze sono molto simili e la condivisione d’intenti porta da anni ad operazioni di marketing e culturali di grande efficacia e risolutezza“.

 

 IL VINO DA SCOPRIRE: Prosit – Valle d’Itria IGP Bianco frizzante 

 WINE TOUR: Visite guidate con degustazione previa prenotazione al +39.0804311624. Durata del tour: da 1 a 3 ore, con possibilità di prenotare il brunch. 

 CARDONE VINI:  Via Martiri della Libertà, 32 – Locorotondo (BA)

 

I Pàstini

 

 

Ultima tappa del nostro Wine Tour: I Pàstini. L’auto si ferma in quello che potremmo definire il cuore della Valle d’Itria: a destra lo skyline di Locorotondo, a sinistra quello di Martina Franca. Ai nostri occhi si dispiega un paesaggio mozzafiato, chiaro esempio di come natura e uomo possano coesistere, purché ci sia rispetto e passione. Una nuova cantina di recente costruzione, una masseria risalente al XIX secolo, i binari della Ferrovia Sud Est che fanno da spartiacque tra vecchio e nuovo e una distesa di vitigni in cui perdersi. In questa cantina ci accorgiamo, ancora una volta, di quante storie aspettano solo di essere ascoltate. In questo caso, il destino della famiglia Carparelli si intreccia con quello di un vitigno autoctono, il Minutolo, per decenni caduto nell’oblìo perché sconosciuto, poco produttivo e, quindi, poco redditizio. La sua riscoperta e, probabilmente la sua salvezza, si deve all’enologo Pasquale Carparelli che, per primo, decise di lavorare sull’impianto del Minutolo: una follia o una illuminante intuizione? Saranno i fatti a dimostrarlo: nasce il Rampone, un Fiano Minutolo unico della Valle d’Itria, dai sentori floreali, frutta gialla e gusto rotondo, apprezzato oramai in tutto il mondo. Il modo migliore per degustarlo? Direttamente in cantina, ascoltando la storia che vi abbiamo appena raccontato, assieme a tanti altri aneddoti, direttamente dalla viva voce dei protagonisti.

 

 IL VINO DA SCOPRIRE: Rampone – Fiano Minutolo

 WINE TOUR: Visite guidate con degustazione previa prenotazione al +39 080.4313309. Durata: 1,30’ – Orari: h. 11.00 e h. 15.00.

 I PASTINI: Strada Cupa Rampone Zona A –  Martina Franca (TA)

 

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